Il Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione: quando il dubbio ossessivo non permette di vivere la relazione
di Valentina TomizzaPuò capitare di chiederci se la persona che abbiamo scelto di sposare o con cui condividere la nostra vita sia veramente la persona “giusta” per noi o se il nostro/a partner ci ami come noi amiamo lui/lei. Alle volte può succedere perfino di chiederci se potevamo aspirare a qualcuno di migliore, se la persona che abbiamo scelto possa offrirci la vita che desideriamo o se i nostri caratteri siano effettivamente compatibili. Altre, semplicemente ci possiamo domandare se lo amiamo o non lo amiamo?
Dubbi e preoccupazioni momentanee di questo tipo sono comuni e passeggeri, sono pensieri che possono comparire spesso in determinate fasi della relazione (ad es. matrimonio, convivenza), ma spesso come sono venuti se ne vanno, oppure ci possono portare a riflessioni che conducono alla fine di una relazione.
Per alcune persone questi dubbi possono diventare delle ossessioni, dei pensieri intrusivi sentiti in contrapposizione rispetto ai propri valori e/o alla propria esperienza soggettiva della relazione, causando sofferenza ed emozioni di vergogna e di senso di colpa e la messa in atto di comportamenti compulsivi.
Questo tipo di disturbo è stato categorizzato con il nome di Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione (DOC-R). In questo articolo vedremo di che cosa si tratta e quali sono le sue caratteristiche.
Caratteristiche del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione ha come focus delle ossessioni le relazioni strette o intime, e in particolare quelle di tipo sentimentale.
Nello specifico il DOC-R incentrato sulle relazioni intime può presentarsi in due forme diverse:
- Il DOC-R centrato sulla relazione, dove le preoccupazioni e i dubbi sono incentrati sui propri sentimenti verso il partner, i sentimenti del partner verso sé stessi e sull’adeguatezza della relazione.
- Il DOC-R focalizzato sul partner, dove le preoccupazioni sono focalizzate sulla percezione di difetti riguardanti il partner e più precisamente possono riguardare: l’apparenza fisica, la socievolezza, la moralità, la stabilità emotiva, l’intelligenza e la competenza del proprio partner.
Il DOC-R si manifesta con dubbi ossessivi e preoccupazioni concernenti la relazione sentimentale e compulsioni messe in atto per alleviare lo stress associato alla presenza e/o al contenuto delle ossessioni. Le intrusioni possono comparire in forma di pensieri, (ad es. “È quello/a giusto/a?” o “ Lui/lei non è abbastanza bello/a”), o immagini (ad es. il viso del partner), ma anche sotto forma di impulsi (ad es. lasciare il proprio partner). Di solito tali intrusioni sono egodistoniche, in quanto contraddicono i propri valori (ad es. “L’apparenza non dovrebbe essere importante per la scelta del proprio compagno”) o l’esperienza soggettiva della relazione (ad es. “Lo amo, ma non riesco a non domandarmi quali siano i miei sentimenti”). Inoltre, vengono percepite come inaccettabili e non volute, e spesso portano a provare sentimenti di vergogna e senso di colpa, in riferimento al loro contenuto e/o comparsa.
Quali sono i meccanismi che mantengono il disturbo?
Questo disturbo può coinvolgere un’ampia gamma di comportamenti compulsivi e di risposte maladattive, volti appunto a ridurre il disagio conseguente alle interpretazioni negative riguardanti le intrusioni di tipo relazionale, ma che mantengono il disturbo. Tra questi troviamo:
- Autocritica: parlare con sé stessi in modo umiliante (ad es. “Sono egoista”, “Sono uno stupido per aver pensato in questo modo”).
- Monitoraggio degli stati interni: monitoraggio dei propri sentimenti attuali (ad es. “Che cosa sto provando in questo momento? Sono attratto dal mio partner?”), la loro forza e la loro estensione (ad esempio, “Questo sentimento è “giusto” o “forte” abbastanza?”).
- Ricerca di rassicurazione: consultarsi con amici, familiari, terapisti e persino con indovini e sensitivi.
- Checking o controlli: ricerca di informazioni sulle relazioni o sulle qualità dei partner su internet (ad es. “Non sono sicuro dei miei sentimenti”; “Non sono sicuro che il mio partner sia abbastanza intelligente”) o testare i comportamenti del partner (ad es. “Il mio partner risponde alle domande in modo intelligente? Il mio partner reagisce correttamente nelle situazioni sociali?”).
- Paragoni: confrontare le qualità del partner con altri potenziali partner (ad es. colleghi, partner delle proprie amiche, conoscenti o un’immagine interna del proprio partner ideale) o i propri sentimenti verso i partner passati.
- Neutralizzazione: tenere in mente il pensiero opposto, ricordare situazioni in cui le aspettative sono state soddisfatte, elaborare e rianalizzare le potenziali conseguenze negative di prendere una decisione sbagliata.
- Evitamenti: Evitare le situazioni sociali (ad es. incontrare determinati amici) o particolari attività di svago (ad es. guardare film romantici).
Queste ossessioni associate ai comportamenti compulsivi comportano una sofferenza personale severa ma anche della coppia, e spesso hanno delle ripercussioni sul funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti della vita.
Come si è potuto constatare questo tipo di disturbo esula dai dilemmi che possono comparire in una determinata fase della nostra vita e dalle comuni difficoltà di coppia che si possono verificare durante il normale corso di una relazione, soprattutto durante la fase di innamoramento o prima di un impegno relazionale. Come le altre sintomatologie ossessive-compulsive, anche quelle che riguardano la relazione richiedono un trattamento psicoterapeutico quando causano un disagio significativo e inabilitante.
Dott.ssa Valentina Tomizza
Bibliografia:
American Psychiatric Association (2013) Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). American Psychiatric Publishing, Washington, D.C. (Trad. it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina, Milano 2014)
Doron, G., & Derby, D. (2017). Assessment and treatment of relationship-related OCD symptoms (ROCD): A modular approach. In J. S. Abramowitz, D. McKay, & E. A. Storch (Eds.), The Wiley Handbook of Obsessive Compulsive Disorders, 547.
Doron G., Derby D., & Szepsenwol O. (2014). Relationship obsessive-compulsive disorder (ROCD): A conceptual framework. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 3, 169-180.
Doron, G., Derby, D., Szepsenwol. O., & Talmor. D. (2012a). Tainted Love: Exploring relationship-centered obsessive compulsive symptoms in two non- clinical cohorts. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 1, 16-24.
Doron, G., Derby, D., Szepsenwol. O., & Talmor. D. (2012b). Flaws and all: Exploring partner-focused obsessive-compulsive symptoms. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 1, 234-243.