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	<title>schema therapy &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
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		<title>Il Disturbo Distimico o Distimia</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/il-disturbo-distimico-o-distimia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Giurco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Apr 2021 16:27:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[compassion focused therapy]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia cognitivo-comportamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Distimia, o Disturbo Distimico, è un disturbo dell’umore, viene definita come una depressione cronica più lieve nei sintomi rispetto alla depressione maggiore, ma duratura nel tempo. Quando appare L’esordio della distimia può avvenire prima dei 21 anni o anche dopo. Succede spesso che il disturbo distimico venga diagnosticato in ritardo per la “leggerezza” della&#8230;</p>
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					<p>La Distimia, o <strong>Disturbo Distimico</strong>, è un disturbo dell’umore, viene definita come una depressione cronica più lieve nei sintomi rispetto alla depressione maggiore, ma <strong>duratura nel tempo</strong>.</p><h3><strong>Quando appare </strong></h3><p>L’esordio della distimia può avvenire <strong>prima dei 21 anni o anche dopo</strong>. Succede spesso che il disturbo distimico venga diagnosticato in ritardo per la “leggerezza” della manifestazione dei sintomi. È possibile che la persona affetta da distimia non ne sia consapevole del tutto, credendo che le difficoltà e i disagi siano segno del proprio carattere e del proprio essere, fintanto che non vengono riconosciuti e diagnosticati da un professionista.</p><p>É bene non sottovalutare la distimia perché potrebbe cronicizzarsi con conseguenze quali, ad esempio, una qualità della vita inferiore, oppure la manifestazione di un vero e proprio Disturbo Depressivo Maggiore. Altre conseguenze possono essere lo sviluppo di disturbi d’ansia o altri disordini dell’umore, abuso di sostanze, difficoltà relazionali e conflitti familiari, difficoltà scolastiche e lavorative, pensieri o comportamenti autolesivi e suicidari, disordini di personalità o altri disordini mentali.</p><h3><strong>Come si manifesta</strong></h3><p>La distimia si presenta per almeno due anni, alcuni sintomi depressivi quasi tutti i giorni, la maggior parte del giorno.</p><p>La distimia si manifesta con:</p><ul><li>insonnia o ipersonnia (si dorme meno o di più del solito);</li><li>scarso appetito o iperfagia;</li><li>bassa autostima, sentimenti di insicurezza, inadeguatezza, inefficienza, autosvalutazione;</li><li>difficoltà di concentrazione e di prendere decisioni;</li><li>sconforto, tristezza, disperazione, pessimismo;</li><li>faticabilità e scarsa energia.</li></ul><p>I <strong>sintomi </strong>sono identici a quelli della depressione clinica ma di gran lunga <strong>più tenui e perduranti nel tempo</strong> e non è detto che si manifestino tutti assieme.</p><p>La distimia comporta una minore compromissione delle relazioni sociali e delle attività lavorative, è però molto più duratura nel tempo e provoca ugualmente sofferenza, rispetto alla depressione maggiore.</p><h3><strong>I pensieri più comuni in chi soffre di distimia</strong></h3><p>Qui sotto elenchiamo alcune cognizioni che caratterizzano i soggetti sofferenti di depressione, che possono essere utili anche a chi soffre di distimia per iniziare con una presa di consapevolezza del disturbo:</p><ul><li><strong><em>Ruminazione mentale</em></strong>: continuo e ripetitivo farsi domande su nascita e conseguenze delle proprie criticità, con attenzione assoluta al passato. La ruminazione, infatti, è centrale nel mantenimento dello stato depressivo in quanto non permette di pensare al futuro e di sviluppare strategie per fronteggiare le difficoltà.</li><li><strong><em>Ritiro sociale</em></strong>: diminuzione o evitamento degli eventi sociali, delle routine quotidiana e degli esercizi. Di fondo il soggetto crede di non essere capace, e che lo sforzo non varrà mai la pena. Lo stesso “evitamento” alimenta l’umore depresso.</li><li><strong><em>Autovalutazione negativa</em></strong>: il soggetto in tutte le situazioni di svaluta, critica, si sente incompetente, indegno, inadeguato nella gestione della quotidianità.</li><li><strong><em>Negatività</em></strong><strong>:</strong> modalità in cui il soggetto tende a fare previsioni negative sul mondo e sul futuro, a criticarsi  di continuo e a prestando attenzione esclusivamente ad aspetti che &#8220;non ci sono”  per essere felici.</li></ul><p><strong>Cura e terapia</strong></p><p>Oltre ad un trattamento farmacologico specifico che va somministrato da uno specialista psichiatra, risulta particolarmente indicato intraprendere un <strong>percorso psicoterapeutico</strong>.</p><p>Attraverso l’utilizzo della <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-cognitivo-comportamentale-cbt/"><strong>Terapia Cognitivo-Comportamentale</strong></a> (TCC) la persona prende <strong>consapevolezza dei circoli viziosi che tengono in vita e peggiorano la malattia</strong>, apprende a lasciar andare la vecchia modalità di pensieri e azioni passo dopo passo, attraverso la sostituzione di comportamenti e cognizioni più funzionali per il paziente.</p><p>Essendo la distimia un disturbo cronico, la TCC prevede un <strong>focus mirato rispetto agli schemi di pensiero, emotivi e comportamentali e alla relazione che la persona ha con essi</strong>.</p><p>Oltre alla TCC, risultano efficaci anche altri approcci o protocolli di terza generazione, come la <strong><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/schema-therapy/">Schema Therapy</a></strong>, la <strong>Mindfulness</strong> e la <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-focalizzata-sulla-compassione/"><strong>Terapia Focalizzata sulla Compassione</strong></a>.</p><h4> </h4><h4><strong>Bibliografia</strong></h4><p>I disturbi depressivi: diagnosi e trattamenti efficaci – Rainone A., Giacobazzi D. in “Gli approcci cognitivi alla depressione”, a cura di Rainone A., Mancini F. – FrancoAngeli, 2004.</p><p>La dimensione cognitiva dei disturbi dell’umore – Mancini F., Rainone A. in Trattato Italiano di Psichiatria, Terza Edizione, a cura di Cassano B.G., Tundo A., Elsevier Masson, 2008.</p><p>La Depressione – Rainone A., Mancini F. in “Elementi di Psicoterapia Cognitiva”, a cura di Perdighe C., Mancini F. – Giovanni Fioriti Ed., 2010.</p><p>https://www.apc.it/disturbi/adulto/distimia/distimia-cause-sintomi-cura/</p>					</div>
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		<title>Come si affronta un&#8217;esperienza traumatica in terapia?</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/come-si-affronta-unesperienza-traumatica-in-terapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Luciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 07:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[emdr]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia metacognitivo interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[terapia sensomotoria]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Purtroppo, nella vita di ognuno di noi può capitare di vivere direttamente o di aver assistito ad eventi traumatici o fortemente stressanti. Esistono traumi che si possono definire “con la T maiuscola” che minacciano la nostra incolumità come calamità naturali, incidenti stradali, aggressioni, abusi, violenze, omicidi o suicidi di persone care, diagnosi infauste, aborti, etc.&#8230;</p>
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					<p>Purtroppo, nella vita di ognuno di noi può capitare di vivere direttamente o di aver assistito ad eventi traumatici o fortemente stressanti.</p><p>Esistono<strong> traumi </strong>che si possono definire “<strong>con la T maiuscola</strong>” che <strong>minacciano la nostra incolumità</strong> come calamità naturali, incidenti stradali, aggressioni, abusi, violenze, omicidi o suicidi di persone care, diagnosi infauste, aborti, etc. Possono essere decritti come <strong>eventi “spartiacque” </strong>che hanno definito un cambiamento nella persona che si percepisce diversa dal prima e dopo evento.</p><p>Ma vi sono anche <strong>traumi “con la t minuscola”</strong>, <strong>esperienze precoci</strong> che sembrano oggettivamente poco rilevanti, ma che <strong>possono avere forti ripercussioni soprattutto se ripetute nel tempo o subite in momenti di particolare vulnerabilità o nell&#8217;infanzia</strong>. Traumi con la t minuscola possono essere: atti di bullismo vissuti in età adolescenziale, aver assistito a conflitti familiari accesi, subito rimproveri costanti ed eccessivi, abbandoni o minacce di abbandono, aver subito violenza verbale e/o fisica, essere stati umiliati in classe davanti ai compagni, etc.</p><p>Per i traumi con la t minuscola, molto frequentemente non si hanno ricordi chiari di episodi specifici ma solo <strong>sensazioni o ricordi molto vaghi</strong> e nella vita di tutti i giorni si possono manifestare malesseri generali quali: attacchi di panico, ossessioni, fobie, dolori cronici, ansia, depressione, somatizzazioni, senso di insoddisfazione, nervosismo, agitazione interna, facile litigiosità, sensazione costante di non sentirsi mai compresi, sensazione cronica di solitudine e abbandono, esperienze di rifiuto, trascuratezza, etc., attivati da situazioni emotivamente simili a quelle vissute nel passato.</p><p>In alcuni casi, nelle persone che hanno subìto o hanno assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento, oppure che sono venute a conoscenza di un’esperienza traumatica accaduta a una persona cara può svilupparsi il <strong>Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD)</strong>, una sintomatologia invalidante che emerge dopo il trauma o dopo mesi dall’evento.</p><h3><strong>Trattamento del trauma</strong></h3><p>Esistono diverse terapie e tecniche utilizzate per l’elaborazione delle esperienze traumatiche. Tra le più conosciute troviamo:</p><ul><li><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/emdr/"><strong><u>Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR)</u></strong></a>: secondo l’approccio EMDR, i ricordi traumatici quando non vengono correttamente immagazzinati in memoria, possono innescare uno schema disfunzionale permanente di emozioni, comportamenti e cognizioni. L’EMDR, quindi, riattivando il/i ricordo/i traumatici, ne permette <strong>l’integrazione nelle reti neurali</strong>. Risulta particolarmente indicato nella cura delle conseguenze dei traumi (Disturbo Post Traumatico da Stress), anche per quelli di minore entità, nei casi di traumi relazionali (bullismo, violenza subita o assistita) e di dolore cronico e somatizzazioni</li><li><strong><u>Terapia sensomotoria</u></strong>: le tecniche sensomotorie permettono di confrontarsi gradualmente, delicatamente, con i ricordi stessi attraverso la <strong>componente sensomotoria legata al ricordo</strong>, soprattutto quando è presente una forte reazione fisica. Lo scopo è quello di imparare a riconoscere le proprie reazioni corporee, emotive e cognitive in un modo curioso e non giudicante. Attraverso pratiche di <strong>consapevolezza</strong> o <em><strong>mindfulness</strong></em> si guida la persona a diventare più consapevole del proprio corpo, a imparare a seguire le proprie sensazioni fisiche e ad implementare azioni fisiche che promuovano l’autostima e la competenza oltre che affinare o apprendere come regolare i propri stati emotivi.</li><li><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/schema-therapy/"><strong><u>Schema Therapy</u></strong></a>: l’obiettivo primario è quello di aiutare la persona a far sì che i propri <strong>bisogni emotivi primari frustrati in età evolutiva vengano soddisfatti</strong> in modo funzionale attraverso sani rapporti interpersonali. Vengono utilizzate tecniche focalizzate sulle emozioni, tecniche cognitive, tecniche comportamentali, esperenziali e la relazione terapeutica stessa tra paziente e terapeuta. Attraverso il “<em>limited reparenting</em>”, il terapeuta cerca di soddisfare quei bisogni emotivi del paziente che non sono stati soddisfatti durante l’infanzia, rispettando i limiti sani di una relazione terapeutica.</li><li><strong><u>Tecniche di <em>imagery</em> o immaginazione guidata</u></strong>: sono particolarmente <strong>indicate quando sono presenti <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/qual-e-la-differenza-tra-preoccupazioni-e-pensieri-intrusivi/">immagini intrusive</a> ricorrenti e invalidanti. </strong>Lo scopo dell’intervento è quello di diminuire la frequenza e la forza dell’immagine intrusiva, agevolando l’elaborazione emozionale e trasformando in modo costruttivo le emozioni disturbanti. Inoltre, l’intervento mira, oltre a una riduzione del numero di intrusioni delle <strong>immagini</strong>, a diminuire l&#8217;evitamento o i comportamenti di protezione messi in atto.</li><li><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-metacognitiva-interpersonale/"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)</strong></span></a>: integra tecniche di immaginazione guidata, tecniche corporee e sensoriali, tecniche drammaturgiche ed esperenziali, tecniche di regolazione dell’attenzione e di <em>mindfulness</em> per aiutare la persona a rielaborare esperienze interpersonali di sofferenza. Secondo la TMI gli eventi di vita traumatici e ripetuti, soprattutto riguardanti la soppressione di bisogni primari, rimangano “impregnati” nel corpo e continuano a manifestarsi nelle relazioni che instauriamo da adulti. Tali tecniche aiutano la persona a rivivere gli eventi in tutte le sue forme sensoriali, cognitive ed emotive cercando di spezzare lo schema che perpetua la sofferenza.</li></ul><p>È doveroso affermare che questi sono solo alcuni degli approcci terapeutici esistenti per il trauma.</p><p> </p><p>Dott.ssa Valentina Luciani</p><p> </p><h4>Bibliografia:</h4><p>Shapiro (2019). EMDR. Il manuale. Principi fondamentali, protocolli e procedure. Cortina Raffaello.</p><p>Pat Ogden, K. Minton, C. Pain (2006). Il trauma e il corpo. Manuale di psicoterapia sensomotoria. Istituto di Scienze Cognitive Editore.</p><p>Jeffrey Young, Janet S. Klosko, Marjor E. Weishaar (2018). Schema Therapy. La terapia cognitivo-comportamentale integrata per i disturbi della personalità. Erickson Edizioni.</p><p>Dimaggio, P. Ottavi, R. Popolo, G. Salvatore (2019). Corpo, immaginazione e cambiamento. Terapia Metacognitiva Interpersonale. Raffaello Cortina Editore.</p><p>Hackmann, J. Bennet-Levy, E. A. Holmes (2018). Le tecniche immaginative in terapia cognitiva. Strategie di assessment e di trattamento basate sull&#8217;imagery. Erickson Edizioni.</p>					</div>
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