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	<title>regolazione emotiva &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
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		<title>Emozioni e regolazione emotiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Luciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 07:05:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa sono le emozioni? Le emozioni sono un segnale che forniscono un’informazione sul cambiamento nello stato interno o esterno della persona. Le emozioni sono fenomeni molto complessi in continua evoluzione, che comprendono un’interazione tra fattori soggettivi e oggettivi, mediate dai sistemi neurali/ormonali, che possono dare origine a esperienze affettive come sensazioni di attivazione e di piacere/dispiacere&#8230;</p>
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					<h3>Che cosa sono le emozioni?</h3><p>Le <strong>emozioni sono un segnale </strong><strong>che forniscono un’informazione</strong> sul cambiamento nello stato interno o esterno della persona.</p><p><strong>Le emozioni sono fenomeni molto complessi in continua evoluzione,</strong> che comprendono un’interazione tra fattori soggettivi e oggettivi, mediate dai sistemi neurali/ormonali, che possono dare origine a esperienze affettive come sensazioni di attivazione e di piacere/dispiacere o possono generare processi cognitivi e portare ad un’azione che può essere espressiva, finalizzata, adattiva o disfunzionale.</p><p>Il <strong>decorso temporale delle emozioni</strong> <strong>può essere</strong> estremamente <strong>differente</strong>: in alcuni casi le <strong>emozioni </strong>hanno un inizio e una fine ben definite, con un’intensità stabile nel tempo; in altri casi è più difficile definire in modo preciso il decorso temporale poiché presentano un pattern maggiormente discontinuo e fluttuante anche in termini di intensità.</p><p>Secondo la neurologia moderna, <strong>un’emozione ha una durata di 90 secondi</strong>. Però quando proviamo un’emozione non possiamo fare a meno di osservare e attivare i nostri pensieri su di essa. Quindi l’effetto scaturito dall’emozione (di per sé breve) è solitamente più duraturo e comunque inevitabile.</p><h4>A cosa servono le emozioni?</h4><p>Le emozioni ci tengono informati sullo stato di successo o fallimento, attuale o previsto, nel raggiungere i nostri scopi. <strong>Sotteso ad ogni emozione c’è pertanto uno scopo</strong>, che viene raggiunto, o minacciato, o non raggiunto.</p><p><strong>Le </strong><strong>principali funzioni</strong><strong> delle emozioni sono: </strong></p><ul><li><strong>funzione adattativa</strong><strong>, </strong>ovvero<strong> preparare il corpo all&#8217;azione</strong> è una delle funzioni emotive più importanti;</li><li><strong>funzione sociale</strong><strong>, </strong>poiché <strong>comunicano i nostri stati emotivi e esprimono il nostro stato d&#8217;animo; facilitano</strong>, inoltre, <strong>l&#8217;interazione sociale e aiutano il resto delle persone intorno a noi a predire il nostro comportamento</strong>, così come possiamo comprendere il loro;</li><li><strong>funzione motivazionale</strong><strong>,</strong> il comportamento motivato produce una risposta emotiva, e, d’altra parte determinano l&#8217;inizio di tali comportamenti, li dotano di maggiore o minore intensità e li guidano in una direzione o nell&#8217;altra.</li></ul><h3>La disregolazione emotiva vs regolazione emotiva</h3><p>Molte problematiche riportate dai pazienti in terapia riguardano la difficoltà di regolazione emotiva (<strong>disregolazione emotiva</strong>). Infatti, <strong>le emozioni vengono spesso percepite come pericolose e potenzialmente danneggianti</strong>, poiché considerate la diretta causa del proprio malessere piuttosto che la <u>conseguenza di pensieri catastrofici</u> che determinano l’emozione stessa.</p><p>Le <strong>difficoltà di regolazione emotiva</strong> possono essere dovute da molti fattori:</p><ul><li><strong>fattori biologici</strong> <strong>ormonali</strong> che rendono più difficile regolare le emozioni, ed esempio le varie fasi del ciclo mestruale nelle donne;</li><li><strong>fattori educativi</strong>, cioè la mancanza di un modello di riferimento funzionale in quanto nessuno ha mai insegnato a regolarle oppure il fallimento delle figure di accudimento nel rispondere sensibilmente ai bisogni emotivi del bambino;</li><li><strong>fattori ambientali</strong>, ovvero contesti che possono rinforzare l’elevata emotività e l’instabilità umorale;</li><li><strong>fattori culturali</strong>, spesso collegati a <strong>falsi miti e credenze erronee</strong> che possono ostacolare la capacità di regolare le emozioni, quali ad esempio: “<em>c’è un giusto modo di sentire in ogni situazione”, “se gli altri vedono come mi sento mi giudicheranno come debole”, “le emozioni negative sono dannose e distruttive”, “essere emotivo significa essere fuori controllo”, “alcune emozioni sono insensate e non andrebbero mai provate</em>”.</li></ul><p>Inoltre, tra le <strong>credenze sulle emozioni</strong> più diffuse vi sono:</p><ul><li><strong>La durata</strong>, cioè la credenza che le emozioni dureranno per un tempo indefinito. Ma avete mai provato un’emozione (positiva o negativa) che non se n’è mai andata?</li><li><strong>L’intensità</strong>, la credenza che le emozioni saranno sempre intense e non diminuiranno mai;</li><li><strong>Il controllo,</strong> la credenza che se non si riprende immediatamente il controllo di sé l’emozione aumenterà a dismisura diventando un pericolo e non sarà più possibile gestirla.</li><li><strong>Il bias del ragionamento emotivo</strong>: la credenza che uno stato emotivo rappresenti il contenuto oggettivo della realtà. Ad esempio: “<em>se sono in ansia allora c’è un pericolo</em>”, “<em>se sono arrabbiato vuol dire che ho subito un torto</em>”, “<em>se provo vergogna significa che ho fatto una figuraccia</em>”, “<em>se provo paura è perché sono veramente minacciato</em>”, ecc.</li></ul><h3>Lavorare sulla disregolazione emotiva in terapia</h3><p>Nel percorso terapeutico, risulta quindi fondamentale iniziare con un processo di <strong>psicoeducazione emotiva</strong>, cercando di comprendere le specifiche credenze relative le emozioni. Ma, risulta fondamentale anche indagare il<strong> contesto educativo familiare</strong> in cui la persona è cresciuta.</p><p>Infatti, il bambino che ha sperimentato irregolarità nelle reazioni emotive dei genitori o caregivers, ad esempio assistendo ad esplosioni immotivate di collera o che è vissuto in un ambiente familiare emotivamente disorganizzato o con gravi carenze affettive, non è in grado di costruire durante lo sviluppo uno schema emotivo coerente.  Quindi, la mancanza di legame di attaccamento con i genitori o caregivers sicuro e stabile, può essere un fattore scatenante di disregolazioni emotive che possono sfociare in sintomatologie psicologiche specifiche.</p><p>L’<strong>approccio cognitivo comportale e le altre terapie di terza generazione</strong>, come la <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-focalizzata-sulla-compassione/">Compassion Focused Therapy</a>, l’<a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/acceptance-and-commitment-therapy/">Acceptance and Commitment Therapy</a>, la Dialectical Behavior Therapy e la <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/schema-therapy/">Schema Therapy</a>, focalizzano la loro attenzione su <strong>interventi mirati alla regolazione emotiva</strong> e sul <strong>portare il tono di attivazione neuro-fisiologica all’interno della</strong> <strong>finestra di tolleranza</strong>, verso il basso quando in fase di iper-arousal e verso l’altro se in ipo-arousal.</p><p>In sintesi, valutare e comprendere la familiarità di ogni paziente con le proprie emozioni, nonché le credenze che ha maturato in merito ad esse, identificando al contempo le strategie di gestione e le credenze disfunzionali, è fondamentale per modificarle e promuoverne di più adattive, aumentando la capacità del paziente di “stare con” e accettare le proprie emozioni.</p><h4>Bibliografia:</h4><p>Robert L. Leahy, a cura di S. Gelli e G. Melli (2016). Emotional schema therapy. Credenze sulle emozioni e strategie di regolazione emozionale in terapia metacognitiva. Eclipsi.</p><p>Robert L. Leahy, Dennis Tirch, Lisa A. Napolitano (2018). La regolazione delle emozioni in psicoterapia. Guida pratica per il professionista. Erickson.</p><p>Zorzi, M., V., Girotto (2004). Fondamenti di psicologia generale. Il Mulino.</p><p><a href="https://www.stateofmind.it/tag/emozioni/">https://www.stateofmind.it/tag/emozioni/</a></p><p><a href="https://www.ipsico.it/le-emozioni-umane/">https://www.ipsico.it/le-emozioni-umane/</a></p>					</div>
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