Emozioni e regolazione emotiva

di Valentina Luciani

Che cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono un segnale che forniscono un’informazione sul cambiamento nello stato interno o esterno della persona.

Le emozioni sono fenomeni molto complessi in continua evoluzione, che comprendono un’interazione tra fattori soggettivi e oggettivi, mediate dai sistemi neurali/ormonali, che possono dare origine a esperienze affettive come sensazioni di attivazione e di piacere/dispiacere o possono generare processi cognitivi e portare ad un’azione che può essere espressiva, finalizzata, adattiva o disfunzionale.

Il decorso temporale delle emozioni può essere estremamente differente: in alcuni casi le emozioni hanno un inizio e una fine ben definite, con un’intensità stabile nel tempo; in altri casi è più difficile definire in modo preciso il decorso temporale poiché presentano un pattern maggiormente discontinuo e fluttuante anche in termini di intensità.

Secondo la neurologia moderna, un’emozione ha una durata di 90 secondi. Però quando proviamo un’emozione non possiamo fare a meno di osservare e attivare i nostri pensieri su di essa. Quindi l’effetto scaturito dall’emozione (di per sé breve) è solitamente più duraturo e comunque inevitabile.

A cosa servono le emozioni?

Le emozioni ci tengono informati sullo stato di successo o fallimento, attuale o previsto, nel raggiungere i nostri scopi. Sotteso ad ogni emozione c’è pertanto uno scopo, che viene raggiunto, o minacciato, o non raggiunto.

Le principali funzioni delle emozioni sono:

  • funzione adattativa, ovvero preparare il corpo all’azione è una delle funzioni emotive più importanti;
  • funzione sociale, poiché comunicano i nostri stati emotivi e esprimono il nostro stato d’animo; facilitano, inoltre, l’interazione sociale e aiutano il resto delle persone intorno a noi a predire il nostro comportamento, così come possiamo comprendere il loro;
  • funzione motivazionale, il comportamento motivato produce una risposta emotiva, e, d’altra parte determinano l’inizio di tali comportamenti, li dotano di maggiore o minore intensità e li guidano in una direzione o nell’altra.

La disregolazione emotiva vs regolazione emotiva

Molte problematiche riportate dai pazienti in terapia riguardano la difficoltà di regolazione emotiva (disregolazione emotiva). Infatti, le emozioni vengono spesso percepite come pericolose e potenzialmente danneggianti, poiché considerate la diretta causa del proprio malessere piuttosto che la conseguenza di pensieri catastrofici che determinano l’emozione stessa.

Le difficoltà di regolazione emotiva possono essere dovute da molti fattori:

  • fattori biologici ormonali che rendono più difficile regolare le emozioni, ed esempio le varie fasi del ciclo mestruale nelle donne;
  • fattori educativi, cioè la mancanza di un modello di riferimento funzionale in quanto nessuno ha mai insegnato a regolarle oppure il fallimento delle figure di accudimento nel rispondere sensibilmente ai bisogni emotivi del bambino;
  • fattori ambientali, ovvero contesti che possono rinforzare l’elevata emotività e l’instabilità umorale;
  • fattori culturali, spesso collegati a falsi miti e credenze erronee che possono ostacolare la capacità di regolare le emozioni, quali ad esempio: “c’è un giusto modo di sentire in ogni situazione”, “se gli altri vedono come mi sento mi giudicheranno come debole”, “le emozioni negative sono dannose e distruttive”, “essere emotivo significa essere fuori controllo”, “alcune emozioni sono insensate e non andrebbero mai provate”.

Inoltre, tra le credenze sulle emozioni più diffuse vi sono:

  • La durata, cioè la credenza che le emozioni dureranno per un tempo indefinito. Ma avete mai provato un’emozione (positiva o negativa) che non se n’è mai andata?
  • L’intensità, la credenza che le emozioni saranno sempre intense e non diminuiranno mai;
  • Il controllo, la credenza che se non si riprende immediatamente il controllo di sé l’emozione aumenterà a dismisura diventando un pericolo e non sarà più possibile gestirla.
  • Il bias del ragionamento emotivo: la credenza che uno stato emotivo rappresenti il contenuto oggettivo della realtà. Ad esempio: “se sono in ansia allora c’è un pericolo”, “se sono arrabbiato vuol dire che ho subito un torto”, “se provo vergogna significa che ho fatto una figuraccia”, “se provo paura è perché sono veramente minacciato”, ecc.

Lavorare sulla disregolazione emotiva in terapia

Nel percorso terapeutico, risulta quindi fondamentale iniziare con un processo di psicoeducazione emotiva, cercando di comprendere le specifiche credenze relative le emozioni. Ma, risulta fondamentale anche indagare il contesto educativo familiare in cui la persona è cresciuta.

Infatti, il bambino che ha sperimentato irregolarità nelle reazioni emotive dei genitori o caregivers, ad esempio assistendo ad esplosioni immotivate di collera o che è vissuto in un ambiente familiare emotivamente disorganizzato o con gravi carenze affettive, non è in grado di costruire durante lo sviluppo uno schema emotivo coerente.  Quindi, la mancanza di legame di attaccamento con i genitori o caregivers sicuro e stabile, può essere un fattore scatenante di disregolazioni emotive che possono sfociare in sintomatologie psicologiche specifiche.

L’approccio cognitivo comportale e le altre terapie di terza generazione, come la Compassion Focused Therapy, l’Acceptance and Commitment Therapy, la Dialectical Behavior Therapy e la Schema Therapy, focalizzano la loro attenzione su interventi mirati alla regolazione emotiva e sul portare il tono di attivazione neuro-fisiologica all’interno della finestra di tolleranza, verso il basso quando in fase di iper-arousal e verso l’altro se in ipo-arousal.

In sintesi, valutare e comprendere la familiarità di ogni paziente con le proprie emozioni, nonché le credenze che ha maturato in merito ad esse, identificando al contempo le strategie di gestione e le credenze disfunzionali, è fondamentale per modificarle e promuoverne di più adattive, aumentando la capacità del paziente di “stare con” e accettare le proprie emozioni.

Bibliografia:

Robert L. Leahy, a cura di S. Gelli e G. Melli (2016). Emotional schema therapy. Credenze sulle emozioni e strategie di regolazione emozionale in terapia metacognitiva. Eclipsi.

Robert L. Leahy, Dennis Tirch, Lisa A. Napolitano (2018). La regolazione delle emozioni in psicoterapia. Guida pratica per il professionista. Erickson.

Zorzi, M., V., Girotto (2004). Fondamenti di psicologia generale. Il Mulino.

https://www.stateofmind.it/tag/emozioni/

https://www.ipsico.it/le-emozioni-umane/