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	<title>terapia metacognitivo interpersonale &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
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		<title>Come si affronta un&#8217;esperienza traumatica in terapia?</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/come-si-affronta-unesperienza-traumatica-in-terapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Luciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 07:58:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Purtroppo, nella vita di ognuno di noi può capitare di vivere direttamente o di aver assistito ad eventi traumatici o fortemente stressanti. Esistono traumi che si possono definire “con la T maiuscola” che minacciano la nostra incolumità come calamità naturali, incidenti stradali, aggressioni, abusi, violenze, omicidi o suicidi di persone care, diagnosi infauste, aborti, etc.&#8230;</p>
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					<p>Purtroppo, nella vita di ognuno di noi può capitare di vivere direttamente o di aver assistito ad eventi traumatici o fortemente stressanti.</p><p>Esistono<strong> traumi </strong>che si possono definire “<strong>con la T maiuscola</strong>” che <strong>minacciano la nostra incolumità</strong> come calamità naturali, incidenti stradali, aggressioni, abusi, violenze, omicidi o suicidi di persone care, diagnosi infauste, aborti, etc. Possono essere decritti come <strong>eventi “spartiacque” </strong>che hanno definito un cambiamento nella persona che si percepisce diversa dal prima e dopo evento.</p><p>Ma vi sono anche <strong>traumi “con la t minuscola”</strong>, <strong>esperienze precoci</strong> che sembrano oggettivamente poco rilevanti, ma che <strong>possono avere forti ripercussioni soprattutto se ripetute nel tempo o subite in momenti di particolare vulnerabilità o nell&#8217;infanzia</strong>. Traumi con la t minuscola possono essere: atti di bullismo vissuti in età adolescenziale, aver assistito a conflitti familiari accesi, subito rimproveri costanti ed eccessivi, abbandoni o minacce di abbandono, aver subito violenza verbale e/o fisica, essere stati umiliati in classe davanti ai compagni, etc.</p><p>Per i traumi con la t minuscola, molto frequentemente non si hanno ricordi chiari di episodi specifici ma solo <strong>sensazioni o ricordi molto vaghi</strong> e nella vita di tutti i giorni si possono manifestare malesseri generali quali: attacchi di panico, ossessioni, fobie, dolori cronici, ansia, depressione, somatizzazioni, senso di insoddisfazione, nervosismo, agitazione interna, facile litigiosità, sensazione costante di non sentirsi mai compresi, sensazione cronica di solitudine e abbandono, esperienze di rifiuto, trascuratezza, etc., attivati da situazioni emotivamente simili a quelle vissute nel passato.</p><p>In alcuni casi, nelle persone che hanno subìto o hanno assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento, oppure che sono venute a conoscenza di un’esperienza traumatica accaduta a una persona cara può svilupparsi il <strong>Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD)</strong>, una sintomatologia invalidante che emerge dopo il trauma o dopo mesi dall’evento.</p><h3><strong>Trattamento del trauma</strong></h3><p>Esistono diverse terapie e tecniche utilizzate per l’elaborazione delle esperienze traumatiche. Tra le più conosciute troviamo:</p><ul><li><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/emdr/"><strong><u>Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR)</u></strong></a>: secondo l’approccio EMDR, i ricordi traumatici quando non vengono correttamente immagazzinati in memoria, possono innescare uno schema disfunzionale permanente di emozioni, comportamenti e cognizioni. L’EMDR, quindi, riattivando il/i ricordo/i traumatici, ne permette <strong>l’integrazione nelle reti neurali</strong>. Risulta particolarmente indicato nella cura delle conseguenze dei traumi (Disturbo Post Traumatico da Stress), anche per quelli di minore entità, nei casi di traumi relazionali (bullismo, violenza subita o assistita) e di dolore cronico e somatizzazioni</li><li><strong><u>Terapia sensomotoria</u></strong>: le tecniche sensomotorie permettono di confrontarsi gradualmente, delicatamente, con i ricordi stessi attraverso la <strong>componente sensomotoria legata al ricordo</strong>, soprattutto quando è presente una forte reazione fisica. Lo scopo è quello di imparare a riconoscere le proprie reazioni corporee, emotive e cognitive in un modo curioso e non giudicante. Attraverso pratiche di <strong>consapevolezza</strong> o <em><strong>mindfulness</strong></em> si guida la persona a diventare più consapevole del proprio corpo, a imparare a seguire le proprie sensazioni fisiche e ad implementare azioni fisiche che promuovano l’autostima e la competenza oltre che affinare o apprendere come regolare i propri stati emotivi.</li><li><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/schema-therapy/"><strong><u>Schema Therapy</u></strong></a>: l’obiettivo primario è quello di aiutare la persona a far sì che i propri <strong>bisogni emotivi primari frustrati in età evolutiva vengano soddisfatti</strong> in modo funzionale attraverso sani rapporti interpersonali. Vengono utilizzate tecniche focalizzate sulle emozioni, tecniche cognitive, tecniche comportamentali, esperenziali e la relazione terapeutica stessa tra paziente e terapeuta. Attraverso il “<em>limited reparenting</em>”, il terapeuta cerca di soddisfare quei bisogni emotivi del paziente che non sono stati soddisfatti durante l’infanzia, rispettando i limiti sani di una relazione terapeutica.</li><li><strong><u>Tecniche di <em>imagery</em> o immaginazione guidata</u></strong>: sono particolarmente <strong>indicate quando sono presenti <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/qual-e-la-differenza-tra-preoccupazioni-e-pensieri-intrusivi/">immagini intrusive</a> ricorrenti e invalidanti. </strong>Lo scopo dell’intervento è quello di diminuire la frequenza e la forza dell’immagine intrusiva, agevolando l’elaborazione emozionale e trasformando in modo costruttivo le emozioni disturbanti. Inoltre, l’intervento mira, oltre a una riduzione del numero di intrusioni delle <strong>immagini</strong>, a diminuire l&#8217;evitamento o i comportamenti di protezione messi in atto.</li><li><a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-metacognitiva-interpersonale/"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)</strong></span></a>: integra tecniche di immaginazione guidata, tecniche corporee e sensoriali, tecniche drammaturgiche ed esperenziali, tecniche di regolazione dell’attenzione e di <em>mindfulness</em> per aiutare la persona a rielaborare esperienze interpersonali di sofferenza. Secondo la TMI gli eventi di vita traumatici e ripetuti, soprattutto riguardanti la soppressione di bisogni primari, rimangano “impregnati” nel corpo e continuano a manifestarsi nelle relazioni che instauriamo da adulti. Tali tecniche aiutano la persona a rivivere gli eventi in tutte le sue forme sensoriali, cognitive ed emotive cercando di spezzare lo schema che perpetua la sofferenza.</li></ul><p>È doveroso affermare che questi sono solo alcuni degli approcci terapeutici esistenti per il trauma.</p><p> </p><p>Dott.ssa Valentina Luciani</p><p> </p><h4>Bibliografia:</h4><p>Shapiro (2019). EMDR. Il manuale. Principi fondamentali, protocolli e procedure. Cortina Raffaello.</p><p>Pat Ogden, K. Minton, C. Pain (2006). Il trauma e il corpo. Manuale di psicoterapia sensomotoria. Istituto di Scienze Cognitive Editore.</p><p>Jeffrey Young, Janet S. Klosko, Marjor E. Weishaar (2018). Schema Therapy. La terapia cognitivo-comportamentale integrata per i disturbi della personalità. Erickson Edizioni.</p><p>Dimaggio, P. Ottavi, R. Popolo, G. Salvatore (2019). Corpo, immaginazione e cambiamento. Terapia Metacognitiva Interpersonale. Raffaello Cortina Editore.</p><p>Hackmann, J. Bennet-Levy, E. A. Holmes (2018). Le tecniche immaginative in terapia cognitiva. Strategie di assessment e di trattamento basate sull&#8217;imagery. Erickson Edizioni.</p>					</div>
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		<title>Terapia Metacognitiva Interpersonale: l&#8217;importanza degli schemi</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-metacognitiva-interpersonale-limportanza-degli-schemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Urso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 07:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[schemi]]></category>
		<category><![CDATA[schemi interpersonali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) è una forma di terapia cognitiva. La TMI promuove la capacità di riconoscere e dare senso alle emozioni proprie e altrui e al modo in cui esse sono correlate a pensieri e comportamenti. Questo tipo di terapia, attraverso tecniche mirate e curando in particolar modo la relazione terapeutica, mira ad&#8230;</p>
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<p>La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) è una forma di terapia cognitiva. La TMI promuove la capacità di riconoscere e dare senso alle emozioni proprie e altrui e al modo in cui esse sono correlate a pensieri e comportamenti. Questo tipo di terapia, attraverso tecniche mirate e curando in particolar modo la relazione terapeutica, mira ad aiutare la persona a creare rapporti con gli altri, caratterizzati da benessere e senso di realizzazione.</p>



<p>Quante volte ti sei trovato nella vita a riaffrontare le stesse difficoltà relazionali?</p>



<p>Quante volte hai sperimentato in un litigio con il partner emozioni simili a quelle che sentivi nel rapporto con tuo padre o tua madre?&nbsp;</p>



<p>Ti è mai successo di ritrovarti in situazioni simili, che ti fanno soffrire, in seguito alla reazione ad una tua richiesta da parte di una persona per te significativa?</p>



<h2>Gli schemi</h2>



<p>Per muoversi nel mondo, entrare in relazione e costruire la nostra storia abbiamo bisogno di un sistema che ci permetta di organizzare in modo coerente tutto ciò che ci succede. Questo è ciò che avviene con gli schemi interpersonali, che hanno la funzione di attribuire senso a ciò che accade all’interno delle relazioni. Gli schemi, dunque, vengono costruiti nel tempo, grazie alle interazioni continue con “l’altro”, che può essere un genitore, un fratello, un nonno ma anche amici e conoscenti.&nbsp;</p>



<p>Come abbiamo detto, gli schemi interpersonali hanno molteplici funzioni, ma nello specifico ci aiutano a:</p>



<ol><li>Prevedere in che modo gli altri risponderanno alle nostre richieste</li><li>Selezionare informazioni importanti per noi</li><li>Decodificare ciò che sta accadendo nella relazione reale</li><li>Guidare le nostre azioni per ottenere il soddisfacimento dei nostri desideri</li><li>Orientare l’evocazione di ricordi e strutturarli in modo coerente con il nostro schema</li><li>Indurre negli altri reazioni emotive e comportamentali.</li></ol>



<h2>Gli schemi maladattivi</h2>



<p>Uno schema che funziona bene può aiutarci ad avere relazioni interpersonali davvero soddisfacenti.&nbsp;</p>



<p>Ma perché, allora, sono molte le persone che vengono in terapia lamentando difficoltà enormi nel rapporto con l’altro? Questo accade quando ci ritroviamo di fronte a schemi maladattivi.&nbsp;</p>



<p>Infatti, quando si attiva uno schema maladattivo possiamo mettere in atto azioni schema-guidate che elicitano nell’altro risposte contrarie a quelle desiderate. Facciamo un esempio concreto. Nel caso in cui desiderassimo sentirci al sicuro e temessimo, invece, che l’altro ci possa aggredire, trattare male e umiliarci, potremmo entrare in relazione con l’altro con sospetto o atteggiamenti di aggressività. La risposta dell’altro, che si sente a sua volta aggredito e vittima di sospetto, potrebbe essere una reazione vigile e sostenuta. In una condizione simile, vedremmo, quindi, avverarsi esattamente ciò che temiamo. Potremmo, però, non essere consapevoli di quanto le nostre azioni (atteggiamento aggressivo e sospettoso) abbiano influenzato la risposta dell’altro alla nostra richiesta.&nbsp;</p>



<p>Lo schema, come si può intuire dall’esempio precedente, ha una struttura ben precisa:</p>



<ul><li><em>Wish o desiderio che guida lo schema</em></li><li><em>Immagine di sé sottesa al wish</em></li><li><em>Procedura “se….allora”</em></li><li><em>Risposta dell’Altro</em></li><li><em>Risposta del sé alla risposta dell’Altro</em></li></ul>



<p>Uno schema maladattivo può presentarsi, anche, come segue: partendo da una immagine di sé per esempio di “non amabilità”, al desiderio di ricevere conforto segue una procedura “se…allora” ovvero “se mostro il mio dolore allora…” con una risposta del tipo “l’altro mi rifiuta” che attiva una risposta del sé alla risposta dell’altro “provo tristezza, mi chiudo in me stesso e sento che la mia immagine di persona non amabile viene confermata”.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2>Desideri e motivazioni che ci guidano</h2>



<p>Le motivazioni (wish) che guidano gli schemi sono frutto dell’evoluzione e possono essere uno dei seguenti sistemi:</p>



<ol><li>Attaccamento: desidero cure e protezione</li><li>Rango/agonismo/competizione: cerco riconoscimento, voglio essere apprezzato, stimato e valorizzato. Si attiva in caso di risorse limitate o se percepisco che il mio valore è stato messo in discussione.</li><li>Autonomia/esplorazione/agency: voglio conoscere il mondo, esplorare l’ambiente. Le mie idee e i miei piani hanno senso e valore e meritano di essere perseguiti.</li><li>Appartenenza al gruppo/inclusione sociale: ho bisogno di sentirmi parte di una comunità e condividere valori, rituali e pratiche.&nbsp;</li><li>Accudimento: Sono motivato a prendermi cura di chi sento essere fragile e vulnerabile.&nbsp;</li><li>Cooperazione: Desidero cooperare tra pari e raggiungere un obiettivo comune.</li><li>Sessualità/sensualità: desidero formare legami affettivi stabili.</li><li>Ricerca di sicurezza (sistema di difesa): Voglio sentirmi al sicuro e sono pronto a riconoscere minacce alla mia integrità.&nbsp;</li></ol>



<p>Uno degli scopi della Terapia Metacognitiva Interpersonale è permettere al paziente di inseguire le proprie motivazioni e accedere ad una rappresentazione nucleare di sé positiva, un sé sano, che gli permetta di costruire relazioni appaganti.&nbsp;</p>



<h2>La TMI nello studio del professionista</h2>



<p>Gli psicoterapeuti dello Studio di Psicoterapia Cognitiva sono formati in TMI e utilizzando questo approccio, quando opportuno, per lavorare sugli schemi maladattivi che si attivano in seduta e nella vita quotidiana della persona. Se sei interessato a cominciare una terapia di stampo interpersonale puoi contattarci per un appuntamento.</p>



<p>In terapia raccoglieremo episodi narrativi, promuoveremo l’accesso agli stati interni e offriremo strumenti per gestire i sintomi e regolare le emozioni. Inoltre, ottenuta una alleanza terapeutica solida, ti coinvolgeremo in immaginazioni guidate, esperimenti comportamentali, esercizi corporei e tecniche di Mindfulness. Lo scopo di questo tipo di terapia è migliorare il monitoraggio cognitivo, favorire l’agency (la consapevolezza di essere abitati da desideri, intenzioni e scopi e la capacità di mettere in atto azioni finalizzate al raggiungimento di questi scopi) e regolare l’emotività.</p>



<h3><strong>Bibliografia</strong></h3>



<p><a href="http://www.centrotmiroma.altervista.org">http://www.centrotmiroma.altervista.org</a></p>



<p>Dimaggio, Montano, Popolo, Salvatore. Terapia metacognitiva interpersonale dei disturbi di personalità – Raffaello Cortina Editore</p>



<p>Dimaggio, Ottavi, Popolo, Salvatore. Corpo, immaginazione e cambiamento. Terapia metacognitiva interpersonale&nbsp;– Raffaello Cortina Editore</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-metacognitiva-interpersonale-limportanza-degli-schemi/">Terapia Metacognitiva Interpersonale: l&#8217;importanza degli schemi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
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