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	<title>terapia coppia &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
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		<title>Litigi davanti ai figli? Ecco perché è meglio evitarli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Giurco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 15:59:25 +0000</pubDate>
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					<p>Nella vita di tutti i giorni può accadere che tra le coppie di genitori ci possano sorgere incomprensioni, magari alzando il tono della voce, lo scambio verbale diventa più acceso, esplode la lite e capita che in quel momento i figli assistano.</p><p>Molti genitori si colpevolizzano, non vorrebbero mai che succedesse e pensano che questi eventi possano avere degli effetti negativi sui figli, altri genitori invece sottovalutano pensando che tanto i figli sono piccoli per capire oppure troppo concentrati su se stessi per preoccuparsi di questi accadimenti.</p><p>Il problema non sono le piccole discussioni, perché se ciò accade di rado, non ci sono  eccessi di rabbia e sono gestite adeguatamente, possono anche far capire al figlio che incomprensioni ed emozioni negative esistono, che possono essere esternate per arrivare poi ad una conciliazione, senza giungere a comportamenti distruttivi.</p><p>Diventa grave si pone nel momento in cui i litigi sono frequenti, gli scontri diventano intensi fino ad arrivare alla violenza verbale e fisica, a cui fanno seguito cambiamenti nell’umore e nelle abitudini dei genitori, che sconvolgono il clima familiare, scatenando un terremoto emotivo nei figli: un conflitto genitoriale, che non viene risolto e che non lascia spazio a parole e a emozioni, provoca una scossa nella sicurezza interna dei figli che genera ancora più instabilità, senso di colpa e impotenza.</p><p>Ecco 5 consigli per gestire il conflitto senza gravare i figli:</p><p>1- <strong>MODERATE I TONI</strong>. Durante la discussione, è importante riconoscere e gestire adeguatamente le emozioni negative, senza alzare eccessivamente la voce, offendere, insultare e recriminare.</p><p>Bisogna evitare che i figli siano spettatori passivi di uno scontro aggressivo tra i genitori, quindi, cercate di non farvi travolgere dalla rabbia e di esprimere il vostro stato d’animo senza esagerare. Se riuscite a confrontarvi in maniera civile, prendendo in considerazione il punto di vista dell’altro, senza sopraffare o mancare di rispetto l’altra persona, diventa anche un grande insegnamento per i figli.</p><p>2- <strong>TENETE FUORI I FIGLI DAI LITIGI</strong>. Cercate di non discutere di argomenti che riguardano i figli, in loro presenza, perché assistere alle divergenze dei genitori e pensare di esserne la causa, li fa soffrire molto: bisogna piuttosto parlarne in separata sede e arrivare ad un accordo educativo, possibilmente comune.</p><p>Un aspetto assolutamente da evitare è cercare l’alleanza del figlio contro l’altro genitore: è un comportamento che destabilizza completamente i figli, li mette nella posizione di scegliere con chi schierarsi, attivando in loro un forte senso di colpa e una frustrazione.</p><p>Solitamente questo accade alle coppie molto conflittuali o in fase di separazione, in cui i figli rischiano di assumere un ruolo che non gli spetta, si fanno carico dei problemi, diventano i confidenti e arrivano a fare i genitori dei loro stessi genitori, con conseguenze devastanti da un punto di vista psicologico.</p><p>3- <strong>NON LASCIATE IL CONFLITTO IN SOSPESO</strong>. Se il conflitto è avvenuto davanti ai figli, è fondamentale riconciliarsi in loro presenza, quindi, arrivare ad un punto e ad una riappacificazione.</p><p>Fare la pace e ristabilire un equilibrio davanti ai figli, permette di fargli capire come una divergenza sia normale nelle relazioni ma che dopo è possibile arrivare ad un chiarimento. Se poi avete ancora bisogno di confrontarvi o tornare sull’argomento, cercate di ritagliarvi un momento, ma in assenza dei figli.</p><p>4- <strong>NON SMINUITE L</strong><strong>’</strong><strong>ACCADUTO</strong>. Se non si riesce ad evitare una lite davanti ai figli, non fate finta di niente come se non fosse successo nulla: ciò che davvero è importante è non minimizzare il fatto che i figli abbiano assistito ad un momento spiacevole.</p><p>Bisogna riconoscere cosa è successo e ammettere l’errore di aver alzato troppo i toni, parlando con i bambini e i ragazzi e tranquillizzandoli su quanto accaduto.</p><p>Soprattutto se i figli sono piccoli, rassicurateli sul fatto che se anche si litiga poi si fa pace, mamma e papà si vogliono sempre bene e ne vogliono anche a loro.</p><p>5- <strong>PARLATE CON I FIGLI</strong>. Dopo la discussione, cercate di parlare con i figli, spiegando il senso di ciò che è accaduto, senza entrare troppo nel dettaglio della discussione o cercando di giustificarvi in qualche modo. I figli, anche se non sembra, si preoccupano ed è importante rassicurarli sul fatto che può capitare di litigare, che non è colpa loro e che se vogliono parlarne, se hanno dubbi e perplessità, voi siete lì disponibili a confrontarvi con loro. Nel caso in cui abbiate esagerato nei toni e nei modi, chiedetegli scusa, loro apprezzeranno il fatto che abbiate pensato a loro e al loro stato d’animo.</p><p>Dott.ssa Roberta Giurco</p>					</div>
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		<title>Terapia di coppia: come funziona e a cosa serve?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Giurco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 16:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono i segni che la coppia funziona in modo disfunzione? Cosa notiamo in una coppia che necessita di una terapia di coppia? Per discutere dei “sintomi” di una coppia disfunzionale, seguiamo delle idee di John Gottman, il famoso psicologo americano considerato un autorità nel campo della psicoterapia di coppia. Gottmann sostiene che vi siano&#8230;</p>
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<p>Quali sono i segni che la coppia funziona in modo disfunzione? Cosa notiamo in una coppia che necessita di una terapia di coppia? Per discutere dei “sintomi” di una coppia disfunzionale, seguiamo delle idee di John Gottman, il famoso psicologo americano considerato un autorità nel campo della psicoterapia di coppia.</p>



<p>Gottmann sostiene che vi siano quattro comportamenti che rappresentano le avvisaglie di una probabile rottura della coppia:</p>



<ol><li><strong>La critica</strong>: i partner si esprimono vicendevolmente critiche maggiormente di quanto si esprimono apprezzamenti. tendono a criticarsi per il fatto di essere diversi.Non producono cambiamenti positivi, avvicinamenti e comprensioni reciproche. Anzi, i vissuti tipici e le frasi caratteristiche dei partner di una coppia in cui è forte la critica sono: “Non mi sento accettato/a per quello che sono”, “Vengo sempre criticato/a”, “Mai una volta che mi venga detto che ho fatto una cosa bene”, “Qualsiasi cosa io faccia, verrò sicuramente biasimato/a”. In una situazione del genere, la coppia diviene un luogo faticoso e i partner, anche non volendolo, si allontanano progressivamente l’uno dall’altro.</li><li><strong>Il disprezzo</strong>: Gottman ha osservato che nelle coppie dirette verso la rottura, l’abitudine a reagire col disprezzo e ostilità rappresenta la consuetudine. Al contrario, le coppie maggiormente&nbsp; armoniose tendono a incappare solo raramente o mai nelle reazioni di disprezzo: di solito hanno una comunicazione che tende a sostenere e a valorizzare l’altro. Il disprezzo può palesarsi verbalmente e con il tono della voce, lo sguardo, la postura e i gesti. Il sarcasmo, il cinismo, l’alzare gli occhi al cielo, gli insulti sono tutte manifestazioni di disprezzo.</li><li><strong>La difensiva</strong>: In queste coppie i partner passano molto tempo a giustificarsi e a tentare di dimostrare che le critiche dell’altro sono ingiustificate. Le conseguenze emotive dell’atteggiamento difensivo sono che ciascun partner si sentirà incompreso e, in definitiva, sempre più solo.</li><li><strong> L&#8217;ostruzionismo</strong>: chiudersi in sé e interrompere ogni comunicazione con l’altro.</li></ol>



<p>Accade che un partner cerca di parlare e l’altro smette di comunicare, non fornendo più segnali di voler capire o di voler ascoltare. Insomma un partner comunica e l’altro lo ignora. Spesso l’ostruzionismo è l’atteggiamento che un partner assume, quando si sente impotente e esasperato dopo un lungo periodo di liti contraddistinte da critiche, disprezzo e atteggiamenti difensivi. Le ricerche hanno mostrato infatti che l’assenza di risposta stimola nell’altro un senso di pericolo maggiore anche di un attacco o di una critica diretta. Per questo motivo all’interno di molte coppie si cerca attivamente la “punzecchiatura” o la lite, pensando in modo inconsapevole: “se l’altro si arrabbierà, per lo meno avrò la certezza di esistere per lui/lei”.</p>



<p>Gottman ha osservato che le coppie dove uno o entrambi i partner si chiudono in se stessi e smettono di comunicare vicendevolmente, sono le coppie che con maggiore probabilità finiranno.</p>



<p>Come sanno i terapeuti di coppia, è più facile ristabilire l’armonia di coppia tra due partner che litigano spesso, piuttosto che tra due partner che hanno interrotto la propria comunicazione emotiva. E chiaramente, da più tempo tale interruzione ha luogo, e maggiori sono le difficoltà per la coppia di “guarire”.</p>



<p>La terapia di coppia è uno strumento molto efficace, mirato e altamente specifico. In terapia di coppia i partner hanno la possibilità di contattare le proprie autentiche emozioni e i propri profondi bisogni affettivi (spesso frustrati). Ciò viene facilitato dal fatto di trovarsi in un ambiente riservato e protetto e di essere assistiti da uno psicoterapeuta formalmente preparato a questo scopo.</p>



<p>Perché la terapia di coppia possa avere inizio , è necessario che siano presenti le seguenti&nbsp; condizioni:</p>



<ul><li>Lo psicoterapeuta deve essere specializzato nella terapia di coppia.</li><li>I partner devono essere stati innamorati l’uno dell’altra prima che insorgessero le difficoltà: &nbsp;la coppia deve essere esistita già prima della terapia: non è possibile trovare l’amore in terapia di coppia, se questo non c’è mai stato.</li><li>I partner devono essere disposti a &nbsp;impegnarsi e a&nbsp;investire le proprie energie nel percorso terapeutico per un periodo di tempo anche prolungato.</li><li>I comportamenti distruttivi della coppia non devono sfociare regolarmente in aggressività violenta e&nbsp;incontrollabile. In questo caso è necessario prima intervenire con un percorso di terapia individuale finalizzata alla gestione dell’aggressività.</li></ul>



<p>Dott.ssa Roberta Giurco</p>
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