<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pensiero ripetitivo &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
	<atom:link href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/tag/pensiero-ripetitivo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Apr 2021 06:41:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.14</generator>

<image>
	<url>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo_sito-32x32.jpg</url>
	<title>pensiero ripetitivo &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
	<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La ruminazione: quando non riusciamo a &#8220;metterci una pietra sopra&#8221;</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/la-ruminazione-quando-non-riusciamo-a-metterci-una-pietra-sopra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Tomizza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 06:41:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi umore]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero ripetitivo]]></category>
		<category><![CDATA[rimugino]]></category>
		<category><![CDATA[ruminazione]]></category>
		<category><![CDATA[terapia cognitivo-comportamentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://psicoterapiacognitivatrieste.it/?p=1276</guid>

					<description><![CDATA[<p>A tutti noi è capitato di soffermarci a riflettere sulla risoluzione di un problema, su noi stessi, sulle nostre emozioni, sui nostri potenziali errori o insuccessi. Alle volte è successo che rimanessimo incastrati in questi pensieri, in un circolo vizioso, che alla fine non ha portato a nessun miglioramento del nostro stato d’animo o a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/la-ruminazione-quando-non-riusciamo-a-metterci-una-pietra-sopra/">La ruminazione: quando non riusciamo a &#8220;metterci una pietra sopra&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1276" class="elementor elementor-1276" data-elementor-settings="[]">
						<div class="elementor-inner">
							<div class="elementor-section-wrap">
							<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-63107e0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="63107e0" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
							<div class="elementor-row">
					<div class="elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-bfe8d0b" data-id="bfe8d0b" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
							<div class="elementor-widget-wrap">
						<div class="elementor-element elementor-element-5920abd elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="5920abd" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
								<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix">
					<p>A tutti noi è capitato di soffermarci a riflettere sulla risoluzione di un problema, su noi stessi, sulle nostre emozioni, sui nostri potenziali errori o insuccessi. Alle volte è successo che rimanessimo incastrati in questi pensieri, in un <strong>circolo vizioso</strong>, che alla fine <strong>non ha portato a nessun miglioramento del nostro stato d’animo o a nessuna soluzione del nostro problema</strong>.</p><p>Rimanere bloccati in pensieri ripetitivi e invischiati nello stato emotivo negativo che ne consegue è quello che in psicoterapia chiamiamo ruminazione.  </p><h3>Che cosa si intende per ruminazione?</h3><p>Il <strong>termine ruminazione è stato preso in prestito dalla zoologia</strong> e per la precisione dal modo di mangiare delle mucche. Questi animali possiedono, oltre allo stomaco, una sacca, chiamata rumine, dove depositano il cibo ingerito per poi riportarlo in bocca e masticarlo, ingurgitarlo, rigurgitarlo e rimasticarlo per più volte.</p><p>In psicologia indica “<span style="text-decoration: underline;">quel pensiero ripetitivo e ricorrente sui sintomi (es. stanchezza, flessione del tono dell’umore), sulle emozioni, sui problemi, sugli eventi e sugli aspetti negativi del Sé, con una particolare attenzione rivolta alle loro cause, ai loro significati e alle loro implicazioni</span>” (Watkins E. R., 2018).</p><p>La ruminazione viene considerata un <strong>processo transdiagnostico</strong>, ovvero è un <strong>meccanismo che si ritrova in molteplici disturbi</strong> e che <strong>ha un ruolo importante nell’eziologia, nel mantenimento e nelle ricadute di molteplici patologie</strong> (depressione, disturbi d’ansia, disturbo post traumatico da stress e disturbi dell’alimentazione).</p><p>In particolare tale meccanismo è considerato un <strong>elemento chiave nella depressione</strong>. Le persone depresse descrivono la ruminazione come qualcosa di non intenzionale, persistente, ripetitivo, difficile da interrompere e da controllare, che<strong> provoca un aumento di tristezza, stanchezza, sofferenza, insonnia, procrastinazione, autocritica, pessimismo, ansia e disperazione</strong>.</p><h3>Ruminare è normale?</h3><p>È importante riconoscere che tale meccanismo è una <strong>reazione comune e normale</strong>, e che nella maggior parte dei casi ha una durata breve. Ad esempio in seguito ad un lutto o ad un errore commesso è abbastanza comune ritrovarsi a ruminare, al fine di cercare di dare un senso ad un evento sconvolgente o di risolvere un problema. Le persone che invece sviluppano un disturbo, trascorrono molto più tempo e dedicano molte più energie mentali ed emotive a questo genere di attività, amplificandone i suoi effetti negativi e restandone inconsapevolmente vittime.</p><p>Possiamo anche distinguere tra una<strong> ruminazione “efficace” e una “inefficace”</strong>. Una ruminazione è utile quando si riflette sul problema, concentrandosi su una risoluzione concreta di quest’ultimo oppure, se ritenuto irrisolvibile, si decide di abbandonarlo e di dedicarsi ad attività più gratificanti e produttive. Una <strong>modalità costruttiva</strong> sarà quindi caratterizzata da uno stile di pensiero concreto, specifico e focalizzato sul problem solving (ad esempio chiedersi “come?”). Una <strong>modalità negativa</strong> di ruminare, sarà invece definita da uno stile di pensiero astratto e valutativo (ad esempio chiedersi “perché?”), e si focalizzerà sui problemi e sulle difficoltà di una situazione e non sulla ricerca di una soluzione.</p><p>Una prima domanda che possiamo provare a rispondere per capire se la modalità di pensiero che stiamo utilizzando sia del primo o del secondo tipo, è chiedersi se <strong>questo meccanismo ci stia aiutando o ci stia ostacolando a raggiungere l’obiettivo o il superamento della nostra problematica</strong>.</p><h3>Quali sono le funzioni della ruminazione?</h3><ol><li>Per comprendere le cause, i significati di eventi, emozioni e comportamenti. Può avere quindi lo <strong>scopo di ottenere una sensazione di controllo</strong>, in modo da evitare che succedano nuovamente cose spiacevoli.</li><li>Al fine di <strong>automotivarsi e spronarsi a migliorare la performance</strong>, le persone possono riflettere sulle proprie difficoltà o sui propri difetti. Se questa funzione è caratterizzata da critica a lungo termine può amplificare le proprie autovalutazioni negative.</li><li>Per <strong>pianificare e prepararsi eventi futuri</strong>, immaginando che cosa accadrà e quali potrebbero essere le eventuali reazioni. Tale modalità può portare all’evitamento del confronto diretto con la situazione attuale, se gli scenari vengono meticolosamente progettati, ma mai concretizzati.</li><li>Per <strong>evitare di diventare il tipo di persona che l’individuo teme di essere</strong>, come ad esempio avere il timore di essere una persona arrogante e ripensare a quando si è stati invadenti o egocentrici e rimproverarsi per tale comportamento.</li><li>Per <strong>distogliere l’attenzione da eventi esterni noiosi, difficili o spiacevoli</strong>, concentrandosi su un mondo interno fatto di ricordi, immagini e pensieri (sognare ad occhi aperti).</li><li>Al fine di <strong>evitare il rischio di fallimento o l’umiliazione</strong>, la ruminazione può focalizzarsi su situazioni ritenute rischiose o difficili, riflettendo su cosa potrebbe succedere, sui significati e sulle possibili conseguenze. Nel corso del tempo può portare a procrastinazione ed evitamento della situazione.</li><li>Per <strong>anticipare le critiche e le potenziali reazioni negative altrui</strong>, provando a leggere la mente dell’altro e a prevedere cosa potrebbe accadere.</li><li>Per t<strong>enere sotto controllo sensazioni ed emozioni spiacevoli</strong>, ruminando per esempio su come le proprie difficoltà siano causate dagli altri, passando quindi dalla tristezza alla rabbia.</li><li>Allo scopo di <strong>fornire scuse e razionalizzazione</strong> per il non aver cambiato idea o il non aver intrapreso un’attività, riflettendo sulle difficoltà e sui problemi.</li><li>Al fine di <strong>raccogliere prove ed argomentazioni sul perché le cose dovrebbero andare in un certo modo e trovare giustificazioni</strong> <strong>per il proprio comportamento</strong>, unitamente a standard elevati e vissuti di rabbia quando gli altri non li rispettano.</li></ol><p> </p><h4>Bibliografia:</h4><p>Leveni, D., Michelin, P. &amp; Piacentini, D. (2018). <em>Superare la depressione</em>. Erickson, Trento.</p><p>Watkins, E. R. (2018). <em>La terapia cognitivo comportamentale focalizzata sulla ruminazione per la depressione</em>. Erickson, Trento.</p><p>Wells, A. (2018). <em>Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione</em>. Erickson, Trento.</p>					</div>
						</div>
				</div>
						</div>
					</div>
		</div>
								</div>
					</div>
		</section>
						</div>
						</div>
					</div>
		<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/la-ruminazione-quando-non-riusciamo-a-metterci-una-pietra-sopra/">La ruminazione: quando non riusciamo a &#8220;metterci una pietra sopra&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
