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	<title>disturbi del sonno Archivi - Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
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		<title>L&#8217;importanza della psicoterapia nell&#8217;insonnia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Giurco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 15:34:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos’è l’insonnia? L’insonnia è la difficoltà a prendere sonno, a dormire continuativamente per tutta la notte o a dormire abbastanza a lungo durante l’intera notte, nonostante le condizioni favorevoli al dormire. I diversi tipi di insonnia Si parla di episodi di insonnia per brevi periodi, ad esempio dopo un viaggio con jet lag, o&#8230;</p>
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					<h3><strong>Che cos’è l</strong><strong>’</strong><strong>insonnia?</strong></h3><p>L’insonnia è la difficoltà a prendere sonno, a dormire continuativamente per tutta la notte o a dormire abbastanza a lungo durante l’intera notte, nonostante le condizioni favorevoli</p><p>al dormire.</p><h3><strong>I diversi tipi di insonnia</strong></h3><p>Si parla di <strong>episodi di insonnia per brevi periodi</strong>, ad esempio dopo un viaggio con jet lag, o la notte prima di un esame, o dopo aver ricevuto una notizia particolarmente negativa o stressante.</p><p>L’<strong>insonnia acuta</strong> è caratterizzata da episodi unici e occasionali, spesso legati a periodi di stress, e che scompare non appena questi sono stati superati.</p><p>Infine, si parla di i<strong>nsonnia cronica</strong> se il disturbo si presenta con la frequenza di almeno tre notti a settimana e per un periodo di tre mesi o più.</p><h3><strong>I sintomi dell’insonnia </strong></h3><p>Le persone che soffrono di insonnia sono generalmente insoddisfatte della qualità del proprio sonno e presentano uno o più dei seguenti sintomi: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni con difficoltà a riprendere sonno, risvegli precoci al mattino, sonno non ristoratore, stanchezza o scarsa energia durante il giorno, difficoltà cognitive come difficoltà di concentrazione, frequente irritabilità, comportamenti istintivi o aggressivi, difficoltà al lavoro o a scuola, problemi nelle relazioni personali con familiari, partner e amici.</p><p>Questa lista di sintomi comprende un&#8217;ampia serie di <strong>disturbi sia notturni che diurni</strong>. Quando si soffre di insonnia cronica oltre al non riuscire a dormire la notte si riscontrano, nella parte maggior parte dei casi, anche eccessiva sonnolenza, mancanza di energia durante il giorno, umore depresso o irritabile, difficoltà nel mantenere l&#8217;attenzione, nell&#8217;apprendimento e nel ricordo delle cose. Ciò influenza negativamente le relazioni e le prestazioni al lavoro o a scuola.</p><p>Quando questi problemi si presentano con una frequenza di tre o più volte a settimana ed almeno tre mesi, molto probabilmente è presente un Disturbo del sonno. Molte persone pensano che i problemi di sonno facciano normalmente parte della vita e tendono così a portarseli dietro per anni, senza chiedere aiuto per risolverli. Invece, è importante non sottovalutare questi sintomi, perché il sonno è un aspetto fondamentale della nostra salute e del nostro benessere generale.</p><h3><strong>Perché è importante dormire bene?</strong></h3><p>Il sonno è uno stato “attivo” nel quale si ripristinano e rafforzano tanti processi fondamentali per la nostra vita.</p><p>Una delle principali funzioni del dormire è di aiutarci a rafforzare la nostra memoria. I nostri impegni svolti durante la giornata richiedono alla nostra mente di elaborare tantissime informazioni: molti di questi processi si manifestano proprio durante il sonno.</p><p>Un’altra funzione importante del sonno è l’effetto benefico che ha sul nostro corpo, che ha bisogno di lunghi periodi di sonno per rigenerarsi, per far crescere i muscoli, per riparare i tessuti e sintetizzare gli ormoni.</p><h3><strong>Le cause dell’insonnia</strong></h3><p>Tra le principali <strong>cause</strong><strong> dell</strong><strong>’</strong><strong>insorgenza dell</strong><strong>’</strong><strong>insonnia</strong><strong>,</strong> troviamo:</p><ul><li>lo stress;</li><li>una non adeguata igiene del sonno;</li><li>la presenza di problemi medici e di fattori ambientali poco favorevoli.</li></ul><p>Un noto modello eziologico dell’insonnia (Spielman et al., 1987), denominato “Modello delle 3P”, identifica tre tipi di fattori responsabili dello sviluppo del disturbo.</p><p>I <strong><u>fattori predisponenti</u></strong> sono quelli secondo cui alcune persone sono parecchio vulnerabili all’insorgenza dell’insonnia. Per citarne alcuni: l’età avanzata, il genere femminile, la familiarità col disturbo, certe caratteristiche individuali e la tendenza a essere ipervigili.</p><p>L’insorgenza vera e propria del disturbo è poi determinata dai <strong><u>fattori precipitanti</u>,</strong> ad esempio il verificarsi di un evento stressante o traumatico, l’accentuarsi di problemi familiari, lavorativi o di salute, la presenza di preoccupazioni.</p><p>I <strong><u>fattori </u></strong><strong><u>perpetuanti</u></strong> definiscono il motivo per cui tali sintomi si mantengono nel tempo, e sono caratterizzati da comportamenti disfunzionali utilizzati per riuscire a dormire.</p><h3><strong>Quali sono i fattori di mantenimento dell’insonnia?</strong></h3><p>I fattori perpetuanti o di mantenimento si possono suddividere in quattro tipologie:</p><ul><li><u>Convinzioni errate sulle ore di sonno</u>: ci sono soggetti che hanno bisogno di tante ore di sonno per sentirsi riposate e soddisfatte e altre che si sentono bene anche dopo aver dormito 5-6 ore.</li><li><u>Preoccupazioni relative alla perdita di sonno</u>: è una convinzione comune che la perdita di sonno possa comportare marcate ripercussioni sulle attività giornaliere e seri danni alla salute. Ciò che, invece, è fondamentale per la sopravvivenza è il sonno che si manifesta nelle prime ore successive all’addormentamento (“sonno nucleare” o a onde lente).</li><li><u>Credenze disfunzionali sui comportamenti che promuovono il sonno</u>: la tendenza a adottare comportamenti sbagliati con l’intento di facilitare il sonno, ottenendo però l’effetto opposto. Ad esempio: sforzarsi di dormire, guardare la televisione o usare il computer stando a letto, fare un uso eccessivo di farmaci, bere alcool prima di andare a letto, ecc.</li><li><u>Ansia e tensione anticipatoria</u>: l’ansia generata dal timore di non dormire alimenta l’insonnia che, a sua volta, aggiunge ulteriore ansia e tensione, aumentando l’<em>arousal</em> e generando un circolo vizioso che renderà ancora più difficile il dormire.</li></ul><h3><strong>La terapia cognitivo comportamentale nei Disturbi del sonno</strong></h3><p>I pensieri negativi ed eventuali rimuginii ansiosi sul sonno hanno un forte impatto sulla qualità di vita della persona con conseguenze emotive e comportamentali rilevanti. Tali pensieri disfunzionali causano emozioni negative, come ad esempio l’ansia, e rappresentano modi attraverso i quali la nostra mente si convince di qualcosa, a prescindere dal fatto che sia vero oppure no. Per ridurre l’effetto di questi pensieri e renderli più funzionali, è necessario imparare a cambiarli.</p><p>Inoltre, i pensieri disfunzionali fanno sì che le nostre abitudini, i comportamenti e le emozioni altrettanto disfunzionali, si mantengano e interferiscano col sonno.</p><p>Pertanto, se la persona interpreta il disturbo in modo negativo come una perdita di controllo o un segno di pericolo per la propria salute, aumenterà la sua preoccupazione rispetto alle conseguenze, incrementerà l’ansia collegata a questa preoccupazione e così anche la tendenza a mettere in atto comportamenti compensativi per risolvere il problema.</p><p>Il circolo vizioso dell’insonnia potrebbe poi proseguire all’infinito con la produzione di altri pensieri disfunzionali e la messa in atto di comportamenti compensativi errati che non faranno altro che alimentare il disturbo. </p><p>Per tale motivo, risulta fondamentale intraprendere un percorso psicoterapeutico per interrompere i fattori di mantenimento dell’insonnia, imparando una corretta igiene del sonno e utilizzando strategie più funzionali per addormentarsi o migliorare la qualità del sonno. Se i sintomi persistono da molto tempo, in associazione alla psicoterapia, è consigliabile un consulto medico per un’eventuale terapia farmacologica di supporto.</p><p> </p><h4>Bibliografia</h4><p>Espie, C. A. (2018). Superare l’insonnia. Come dormire meglio con la terapia cognitivo comportamentale. Trento: Edizioni Erickson</p>					</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/limportanza-della-psicoterapia-nellinsonnia/">L&#8217;importanza della psicoterapia nell&#8217;insonnia</a> proviene da <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
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