<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>alimentazione &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
	<atom:link href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/tag/alimentazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 Apr 2022 10:01:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.14</generator>

<image>
	<url>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo_sito-32x32.jpg</url>
	<title>alimentazione &#8211; Psicoterapia Cognitiva Trieste</title>
	<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Può la dieta mediterranea migliorare salute mentale e depressione?</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/puo-la-dieta-mediterranea-migliorare-salute-mentale-e-depressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 10:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere fisico]]></category>
		<category><![CDATA[benessere mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi dell&#039;umore]]></category>
		<category><![CDATA[umore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://psicoterapiacognitivatrieste.it/?p=1453</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riconosciuta nel 2010 come patrimonio dell’UNESCO, la dieta mediterranea è associata alla riduzione della mortalità per qualunque causa. Questo regime alimentare è fondato sul prevalente consumo di olio extravergine di oliva, verdura, frutta di stagione, legumi, cereali, semi, frutta secca, su una modica introduzione di uova, latticini, pesce e carne magri, e sulla riduzione sostanziale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/puo-la-dieta-mediterranea-migliorare-salute-mentale-e-depressione/">Può la dieta mediterranea migliorare salute mentale e depressione?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1453" class="elementor elementor-1453" data-elementor-settings="[]">
						<div class="elementor-inner">
							<div class="elementor-section-wrap">
							<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-cd21b82 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="cd21b82" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
							<div class="elementor-row">
					<div class="elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-c698273" data-id="c698273" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
							<div class="elementor-widget-wrap">
						<div class="elementor-element elementor-element-e8e32f1 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="e8e32f1" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
								<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix">
					<p>Riconosciuta nel 2010 come patrimonio dell’UNESCO, la dieta mediterranea è associata alla riduzione della mortalità per qualunque causa.</p><p>Questo regime alimentare è fondato sul prevalente consumo di olio extravergine di oliva, verdura, frutta di stagione, legumi, cereali, semi, frutta secca, su una modica introduzione di uova, latticini, pesce e carne magri, e sulla riduzione sostanziale del consumo di carne rossa e alimenti lavorati.</p><p>Diversi studi scientifici hanno dimostrato il significativo impatto positivo che la dieta mediterranea possiede nei confronti della prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari e dismetaboliche (ictus, infarti, ipertensione, insulino-resistenza, diabete di tipo 2), prima causa di mortalità al mondo.</p><p>Come seconda causa al mondo per la perdita di anni di vita, alle patologie cardiovascolari seguono i disturbi di carattere psicologico. La dieta mediterranea può essere in grado di influenzare positivamente anche il benessere mentale e la depressione?</p><p>La risposta, fortunatamente, è sì.</p><h3><strong>Uno studio scientifico</strong></h3><p>Parletta e colleghi (2019) hanno condotto un interessante studio scientifico, controllato e randomizzato, con lo scopo di valutare se e quanto un regime alimentare mediterraneo possa migliorare depressione, ansia, emozioni negative e qualità della vita in generale.</p><p>Per fare questo sono stati reclutati 2 gruppi di persone (152 individui totali, uomini e donne, con un’età compresa tra 18 e 65 anni), tutti con disturbi psicologici importanti, aventi un impatto negativo sulla qualità della vita.</p><p>Un primo gruppo, che di seguito indichiamo come “test”, ha seguito per 6 mesi un programma alimentare mediterraneo messo a punto da nutrizionisti e dietisti, oltre che partecipare attivamente a sessioni nutrizionali educative e workshop di cucina per migliorare la consapevolezza verso una sana alimentazione e cimentarsi nella preparazione di cibi aventi come ingredienti esclusivi quelli di un’alimentazione mediterranea.</p><p>Il secondo gruppo, che definiamo di “controllo”, aveva a disposizione un’alimentazione più occidentale comprendente biscotti, cibi confezionati, formaggi, caffè e succhi di frutta. Tale regime alimentare, seguito anch’esso per 6 mesi, era accompagnato da altrettante attività di gruppo come la condivisone di fotografie, giochi di società, workshop di lettura, per stimolare una socialità e una dinamicità simili a quelle ottenute nel gruppo “test”.</p><p>In entrambi i casi, dopo 3 e 6 mesi dall’inizio dello studio, tutti i soggetti venivano sottoposti a test di valutazione dell’ansia e della depressione, unitamente alla compilazione di questionari sulla qualità della vita (in termini di felicità, autostima, relazioni con gli altri, benessere mentale) e sulla varietà della loro alimentazione.</p><h3><strong>I nutrienti che fanno bene alla mente</strong></h3><p>Quanto maggiore era l’aderenza ad un’alimentazione mediterranea, tanto più elevato risultava il benessere mentale.</p><p>Nel dettaglio, è stata riscontrata un’associazione positiva tra consumo di vegetali (frutta e verdura) e riduzione di stress, ansia, unitamente a un miglioramento del grado di felicità. Un consumo più elevato di olio extravergine di oliva e frutta secca (noci, mandorle, nocciole) si associava a ridotta depressione, ansia, stress unito a un miglioramento dell’autostima e alla qualità della vita generale. Un maggiore consumo di legumi, si associava infine ad una riduzione di sensazioni negative, la tendenza ad avere una migliore predisposizione al rapporto con gli altri e, anche in questo caso, una limitazione di emozioni quali ansia e stress.</p><h3><strong>Ma da cosa dipendono queste associazioni?</strong></h3><p>Come menzionato in precedenza, la dieta mediterranea vede il suo rappresentante principale nell’olio extravergine di oliva e acidi grassi poli-insaturi, insieme a frutta, verdura, proteine vegetali derivanti dai legumi. Tutti questi nutrienti possiedono un importante ruolo anti-infiammatorio, anti-ossidante e protettivo per la struttura e la funzione cerebrale. Tali nutrienti rappresentano inoltre i cofattori per numerose reazioni metaboliche ed enzimatiche, partecipano alla trasmissione di segnali cellulari, alla sintesi di neurotrasmettitori, alla formazione della guaina mielinica che protegge i neuroni e che ne permette la trasmissione dell’impulso nervoso.</p><p>Sebbene siano necessari ulteriori studi a più ampio spettro, che includano un maggiore numero di partecipanti per un periodo di tempo più lungo, questo studio rappresenta un’importante indicazione di quanto la sana alimentazione incida non soltanto su parametri ematici ma anche sulla salute della nostra mente e del nostro umore.</p><p> </p><h4><strong>Bibliografia:</strong></h4><p>Parletta N, Zarnowiecki D, Cho J, Wilson A, Bogomolova S, Villani A, et al. A Mediterranean-style dietary intervention supplemented with fish oil improves diet quality and mental health in people with depression: A randomized controlled trial (HELFIMED). Nutr Neurosci 2019;22(7):474-487.</p><p>Estruch R, Ros E, Salas-Salvado J, Covas M-I, Corella D, Aros F, et al. Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet. N Engl J Med 2013;368(14):1279–90.</p><p>Nordmann AJ, Suter-Zimmermann K, Bucher HC, Shai I, Tuttle KR, Estruch R, et al. Meta-analysis comparing Mediterranean to low-fat diets for modification of cardiovascu- lar risk factors. Am J Med 2011;124:841-51.</p><p>Lai JS, Hiles S, Bisquera A, Hure AJ, McEvoy M, Attia J. A sys- tematic review and meta-analysis of dietary patterns and depression in community-dwelling adults. Am J Clin Nutr 2014;99:181–97.</p><p>14 Psaltopoulou T, Sergentanis TN, Panagiotakos DB, Sergentanis IN, Kosti R, Scarmeas N. Mediterranean diet, stroke, cognitive impairment, and depression: A meta-analysis. Ann Neurol 2013;74(4):580–91.</p><p> </p>					</div>
						</div>
				</div>
						</div>
					</div>
		</div>
								</div>
					</div>
		</section>
						</div>
						</div>
					</div>
		<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/puo-la-dieta-mediterranea-migliorare-salute-mentale-e-depressione/">Può la dieta mediterranea migliorare salute mentale e depressione?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel rapporto complesso tra emozioni ed alimentazione</title>
		<link>https://psicoterapiacognitivatrieste.it/quel-rapporto-complesso-tra-emozioni-ed-alimentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 11:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[fame emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[gestione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione Emozioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://psicoterapiacognitivatrieste.it/?p=1173</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’emozione altro non è che comunicazione. La comunicazione della nostra componente emotiva verso la nostra mente. Nell’uomo la ricerca del cibo è governata da due principali sensazioni: la fame e l’appetito. Per “fame” intendiamo un’esigenza fisiologica ed essenziale alla nostra sopravvivenza. Abbiamo bisogno di mangiare per poter fornire al nostro corpo l’energia necessaria per muoversi,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/quel-rapporto-complesso-tra-emozioni-ed-alimentazione/">Quel rapporto complesso tra emozioni ed alimentazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1173" class="elementor elementor-1173" data-elementor-settings="[]">
						<div class="elementor-inner">
							<div class="elementor-section-wrap">
							<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-4d31bae elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="4d31bae" data-element_type="section">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
							<div class="elementor-row">
					<div class="elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-19f7c75" data-id="19f7c75" data-element_type="column">
			<div class="elementor-column-wrap elementor-element-populated">
							<div class="elementor-widget-wrap">
						<div class="elementor-element elementor-element-431189e elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="431189e" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
								<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix">
					<p><strong>L’emozione altro non è che comunicazione.</strong> La comunicazione della nostra componente emotiva verso la nostra mente.</p><p>Nell’uomo <strong>la ricerca del cibo è governata da due principali sensazioni: la fame e l’appetito</strong>.</p><p>Per “fame” intendiamo un’esigenza fisiologica ed essenziale alla nostra sopravvivenza. Abbiamo bisogno di mangiare per poter fornire al nostro corpo l’energia necessaria per muoversi, ragionare, vivere.</p><p><strong>La fame è regolata da stimoli interni</strong> quali la sensazione di “stomaco vuoto”, l’ipoglicemia e l’ormone della fame <em>grelina</em>, che incrementa dopo alcune ore di digiuno. Questi <strong>segnali</strong>, del tutto <strong>fisiologici</strong>, portano alla ricerca del cibo in maniera graduale e aspecifica: la fame aumenta pian piano e qualunque alimento (carne, pesce, insalata…) soddisfa la nostra necessità.</p><p><strong>L’appetito lascia spazio invece alla componente emotiva</strong>. Rappresenta la <strong>voglia ed il desiderio di mangiare</strong> e può essere innescato dal colore, dall’odore del cibo o da specifici stati d’animo ed emozioni. Pensare o vedere il cibo può innescare il desiderio di mangiare in maniera improvvisa e altamente specifica. Si ha voglia di un particolare alimento, solitamente ricco in zuccheri e grassi, nutrienti che scatenano il rilascio nel corpo di sostanze chimiche piacevoli, come la serotonina, l’ormone del piacere e della felicità. Ecco perché un’insalatina non soddisfa l’appetito, almeno nella maggior parte dei casi.</p><p>Un esempio? Il cioccolato! Quando lo mangiamo proviamo un’intensa sensazione di piacere data dalla presenza dell’amminoacido triptofano, precursore della serotonina. Inoltre, è stato riscontrato che il piacere derivante dal cioccolato scaturisce anche dall’esperienza sensoriale che ne deriva. Il cioccolato è infatti uno dei pochi alimenti che fonde alla temperatura della bocca, effetto che ne intensifica il sapore e, di conseguenza, la sensazione di piacere. Le caratteristiche perfette per soddisfare le emozioni negative.</p><p>Per rendere più chiaro questo concetto è stato coniato il termine “<strong>fame emotiva</strong>”, per rappresentare una fame guidata dalle emozioni e non dalle necessità dell’organismo. <strong>La nostra mente elabora intensi desideri per mettere a tacere sentimenti</strong>, per lo più negativi, come la noia, la rabbia, la tristezza, lo stress, l’ansia, la scarsa autostima.</p><h3>I mangiatori emotivi</h3><p>I mangiatori emotivi mangiano in risposta alle emozioni. <strong>Esistono diversi tipi di mangiatori emotivi</strong>, che possono essere suddivisi in particolari categorie sulla base dell’emozione che guida la ricerca del cibo.</p><p>I <strong>mangiatori <em>TRISTI</em></strong>: mangiano per allontanare sensazioni di perdita e abbandono, utilizzando quindi il cibo per dimenticare il problema.</p><p>I <strong>mangiatori <em>ANNOIATI</em></strong>: mangiano per insoddisfazione nei confronti della vita. Lo stomaco viene riempito per colmare una sensazione di vuoto.</p><p>I <strong>mangiatori <em>ARRABBIATI</em></strong>: frustrazione, risentimento, gelosia, indignazione sono tutti stati d’animo che possono scatenare rabbia. In questi casi il cibo funge da metodo di soddisfazione dei propri bisogni.</p><p>I <strong>mangiatori <em>CELEBRATIVI</em></strong>: ogni evento positivo è un buon motivo per abusare con il cibo. Per questi mangiatori risulta quasi impossibile gioire per un evento senza mangiare o bere in eccesso.</p><p>Utilizzare saltuariamente il cibo per sentirsi meglio non è di per sé una cosa sbagliata, ma può diventare problematico se apriamo il frigorifero o la credenza ogni qual volta proviamo una forte emozione. È l’indicazione che non riusciamo ad elaborare e gestire correttamente i nostri stati d’animo, ed è lì che è <strong>necessario prendere consapevolezza</strong> che la terapia psicologica, in particolar modo <a href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/terapia-cognitivo-comportamentale-cbt/">cognitivo-comportamentale</a>, rappresenta la via d’uscita per controllare la fame emotiva e riprendere il controllo delle nostre emozioni. A questo è necessario affiancare un <strong>percorso nutrizionale bilanciato e mai restrittivo</strong>, dal momento che i regimi alimentari restrittivi rappresentano una delle prime cause scatenanti un disturbo alimentare.</p><p>Impariamo a non mangiare le nostre emozioni ma a viverle!</p><p> </p><p>Dott.ssa Valentina Romano</p><h4> </h4><h4>Bibliografia:</h4><p><a href="https://www.helpguide.org/articles/diets/emotional-eating.htm">https://www.helpguide.org/articles/diets/emotional-eating.htm</a></p><p>Cheung L. “Savor: Mindful Eating, Mindful Life”, HarperOne, 2011</p><p>“Come funziona il cibo”. Gribaudo 2019</p>					</div>
						</div>
				</div>
						</div>
					</div>
		</div>
								</div>
					</div>
		</section>
						</div>
						</div>
					</div>
		<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it/quel-rapporto-complesso-tra-emozioni-ed-alimentazione/">Quel rapporto complesso tra emozioni ed alimentazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://psicoterapiacognitivatrieste.it">Psicoterapia Cognitiva Trieste</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
